Chi sono io? L'io sono.

Chi siamo?

Il Mondo Reale non è costituito dalla sola personalità, ed il problema di fondo è che in questa convinzione, la maggioranza degli Individui esprime prevalentemente il proprio Ego. La dimensione dell' Io è circoscritta dall'identificazione limitata con la propria personalità, da cui ne scaturisce tutta una serie di comportamenti che spesso vanno a scontrarsi con gli aspetti che appartengono alla dimensione degli altri, i quali per la stessa convinzione, risultano essere altrettanto fermi nella conservazione e sopravivvenza della propria identità.

Questa Verità, non ci permette di ampliare la visuale delle cose e soprattutto di noi stessi, oltre che a limitare la nostra capacità di interpretare e comprendere gli altri, che sono una risorsa preziosa per la nostra crescita personale, permettedoci così di modificare il nostro rapporto con il vero Io.

L'identità dell' Io è spesso confusa con la nostra personalità, ciò ci spinge a sbagliare più spesso ed entrare in conflitto con noi stessi e gli altri molto più facilmente, ricreando situazioni che si complicano in relazione al nostro Io, in quanto Ego nelle sue molteplici manifestazioni. 

Freud affronta il tema dell' Io con la teoria dell' Es, Io e Superio, distinguendo chiaramente i tre aspetti, in cui l'Es è la dimensione psichica dell'individuo dove risiede il turbinio caotico delle pulsioni, così che il piacere diviene l'elemento focale della vita psichica dell'Es, Freud definisce l'Es come la parte oscura, in cui opera la dimensione priva del suo senso logico.

L'Io nella teoria freudiana è la dimensione mediatrice tra l'es portatore di pulsioni, ed il superio che rappresenta la coscienza morale, l'io deve fare i conti con il mondo esterno, e domare le pulsioni dell'Es.

Il Superio è costituito da tutte quelle restrizioni sociali, divieti e regole che costituiscono un impedimento alla soddisfazione del piacere e l'espressione libera delle pulsioni e dei piaceri.

Queste tre dimensioni dell'Io, sono chiaramente analizzate in modo categorico, ed appaiono in forte contrasto tra loro, tanto vero che nel libro di Freud (Introduzione alla psicanalisi) considera l'Io così: "Spinto così dall’Es, stretto dal Super Io, respinto dalla realtà, l’Io lotta per venire a capo del suo compito economico di stabilire l’armonia tra le forze e gli impulsi che agiscono in lui e su di lui; e noi comprendiamo perché tanto spesso non ci è possibile reprimere l’esclamazione: la vita non è facile!"

Un modello scientifico di analisi dell'Io appare limitato, a causa di una visione psicologica che non può per sua natura tenere conto di alcuni elementi rilevanti che costituiscono una base solida della struttura dell'Io. L'io non può essere compreso a pieno attraverso la sola vita psichica intesa come un insieme di pulsioni e di regole a cui il soggetto è costretto a mediare, considerando il solo fatto delle regole sociali.

La dimensione dell'Io deve considerare la propria natura spirituale per definire un quadro completo, e deve abbandonare il senso di identificazione con la propria mente ed il proprio corpo, ogni analisi che non è in grado di discernere questi elementi non può che fornire un risultato sfalsato riguardo alla vera identità dell'Io. I pensieri e le emozioni, non identificano la natura dell'io, semmai distorcono la percezione di sè, impedendo la capacità dell'individuo di mantenere un certo grado di coerenza con la propria reale natura spirituale.

E' difficile comprendere e percepire la propria natura dell'Io sono, continuando a convincersi che sia la personalità fatta di emozioni e pensieri, di un corpo e di una mente ad essere presenti nella vita di tutti i giorni, non è l'io sono a guardare, ma sono gli occhi che osservano. Ma se solo cerchi di essere consapevole della tua presenza, scoprirai che ad osservare non sono solo gli occhi. E' proprio questo senso di presenza che è così consapevole della propria natura e che ci rende così pieni ad essere più vicino all'idea di chi siamo realmente. 

 

 

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