Il Fegato nella medicina cinese

Il fegato secondo la visione della medicina tradizionale cinese.

Secondo l’antica tradizione cinese tutto il mondo è in essere e muta secondo le condizioni e l’alternanza di Yin e Yang, così dal buio e freddo inverno si passa al luminoso tepore della primavera, cambiando da un aspetto fortemente Yin ad uno più debolmente Yin con un iniziale Yang minore che troverà il suo maggiore sviluppo nell’estate che già porterà i semi dell’autunno.  Associata a questa particolare condizione di rinascita è

secondo la teoria dei cinque movimenti, la fase legno(le altre son acqua, fuoco, terra e metallo). Caratteristiche della fase legno, o associate ad essa, sono, tra le tante: la forza della generazione che rappresenta la spinta creativa e di crescita, il sapore acido, il colore verde, il vento, secrezioni come le lacrime, comportamento sotto stress controllato ma, come emozione non trattenuta, l’ira o il furore.

Tutte le espressioni dell’universo sono sostituite dai soffi o dal Qi, che può essere denso, etereo, nutritivo, che assume quindi denominazioni differenti a seconda delle funzioni che assolve nello specifico. L’uomo si colloca tra il cielo e la terra e nella fattispecie dell’organismo particolare Qi scorre creando canali chiamati meridiani associabili a caratteristiche fisiche, mentali, spirituali e funzioni ed organi intesi in senso più ampio rispetto alla visione occidentale. I meridiani associati all’elemento legno sono quelli del fegato e della vescica biliare. Il fegato dinamizza il Qi e il sangue, è responsabile dello slancio iniziale del movimento che garantisce il dispiegarsi dell’impetuosità vitale, sia a livello mentale che organico. Garantendo il deliberare e il progettare viene chiamato il generale degli eserciti. Fa in modo che le doti che, in potenza, riposano nei reni (Qi innato) possano essere mobilitate verso l’esterno; decisione, iniziativa e fantasia portano il potenziale al livello di proiezione del cuore, fa muovere Qi e sangue inviandoli a tutte le parti del corpo. Regola le disponibilità energetiche dell’organismo e le attività corporee governando il flusso in modo uniforme ed armonico, è opportuno quindi che il fegato si mantenga purificato e libero da ristagni. Si dice che “il fegato nasconde il sangue” proprio perché lo immagazzina e lo regola, inoltre controlla la secrezione della bile. Si dice che “regge tendini  e muscoli”, si “apre negli occhi” e si ”manifesta nelle unghie”. Distribuendo l’energia jing deputata, tra l’altro, a fornire l’energia ai muscoli,  garantisce la prontezza  degli stessi, la flessibilità dei tendini e anche delle funzioni intellettive ed affettive. Il fegato è in una relazione speciale con una buona salute degli occhi e la sua armonia agevola anche la distinzione dei colori; una sua disarmonia porta a disturbi oculari e, per le unghie, ad essere sottili, fragili e pallide. Il fegato interviene inoltre nei meccanismi dell’impulso sessuale. Dal punto di vista mentale, psicologico, emozionale e spirituale è collegato all’aspetto Hun dello Shen. Lo Shen è uno dei tre tesori (San Bao). Il primo è l’essenza jing: il fondamento energetico della vita, parte materiale del Qi innato; il secondo è il Qi inteso come energia vitale, immateriale, individuale; il terzo, in senso discorsivo, è lo shen o qi mentale, la forma di qi più Yang rarefatta, la forza che tutto avvolge e che, nello specifico corrisponde agli aspetti vitali dell’individuo come la sua personalità, l’attività mentale, la consapevolezza o la forza spirituale.

Lo shen è il qi che permette all’individuo di prendere coscienza, che assicura la coesione tra le parti dell’organismo, che permette la vita e situa l’individuo nell’ambito spazio-temporale suo caratteristico. Pur avendo secondo la tradizione cinese una parte materiale lo shen può essere tradotto come spirito, se jing è la forza della vita e qi la capacità di attività  e movimento, shen è la vitalità sottostante. Il particolare aspetto di spirito o energia psichica in relazione al fegato è lo hun, una delle 5 volontà o” anime vegetative” espressioni dello shen secondo ciascuno dei 5 movimenti: il fegato è dunque la residenza dello hun che governa l’uscita da sé;  la fantasia, l’immaginazione, la progettualità, l’andare verso gli altri sono il corrispettivo dello hun in ambito mentale; lo stress che impedisce tali condizioni può creare risentimento e frustrazioni o nervosismo e scoppi del sentimento di rabbia, la collera è l’emozione tipicamente collegata al fegato. Una mancanza di energia si tradurrà in scarsità d’immaginazione, idee confuse, poca iniziativa ed atteggiamento ansioso. Lo hun, o anima eterea, nel pensiero cinese, è una specie di personalità che sopravvive dopo la morte, rappresenta il legame tra lo spirito e il corpo fisico, è anche considerata la parte spirituale collegata al Ren, la benevolenza durante la vita. Lasciato il corpo dopo la morte l’anima eterea non si dissolve per tre generazioni, poi si unisce allo spirito ancestrale della stirpe o ad una divintà cosmica. Uno Hun sviluppato è curioso e, sempre secondo le credenze, può intraprendere viaggi astrali attraverso il sogno, in relazione una disarmonia del fegato può causare incubi. Per tutto questo è opportuno mantenere uno stile di vita che non appesantisca l’organo; per una purificazione e energizzazione del medesimo si possono praticare esercizi ki qong del tipo “otto pezzi di broccato”, in particolare il settimo. Lo streching dei meridiani ideato da Masunaga, assumere sostanze seguendo il consiglio di un erborista come cardo mariano, tarassaco, carciofo ed altre, frequentare luoghi naturali e aperti, nutrirsi con cibi dotati di caratteristiche acide o a foglia verde diminuendo il consumo di alcol e grassi. Avendo però ciascuno di noi le proprie condizioni è meglio consultare un esperto per il regime alimentare.

Bibliografia

Medicina cinese. Fondamenti e metodo, Ted J. Kaptchuk pubblicato da RedEdizioni
 

Shiatsu teoria e pratica, Carola Beresford-Cooke, Casa Editrice Ambrosiana

Elementi di medicina tradizionale cinese,  Jean SchatzClaude Larre, Elisabeth RochatTed J. Kaptchuk de la Vallée pubblicato da Jaca Book

Atlante Di Agopuntura,  Hempen Carl H. edito da Hoepli

Taijiquan stile chen xiaojia e qigong, arti tradizionali e mediche,  Lucio Pippa, Carmela Filosa, Chen PeijuRenato CrepaldiLucio Sotte,  Edizione: Casa Editrice Ambrosiana.

 

Articolo scritto da Alberto Tassi 

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